ARCHEOLOGIA


Le ricerche archeologiche di Posillipo sono piuttosto scarse nella storia degli studi sulla regione napoletana e flegrea dato il caarattere di separatezza  della zona dalla città.
La difficile orografia e il regime di proprietà precocemente pervenuta nelle mani di un ceto facoltoso di proprietari di residenze di villegiatura ha reso pressocchè impenetrabile il territorio per cui alcuni studi e la più parte degli scavi archeologici sono stati condotti quasi come otium aristocratico proprio dai residenti di questa fascinosa plaga.

Le prime ricerche archeologiche sulla zona di Posillipo furono inaugurate da Robert T.Gunther che, durante i suoi soggiorni a Villa Rosbery ebbe modo di conoscere gli illustri proprietari italiani e stranieri delle ville costiere di tutto il golfo di Napoli.

I suoi studi rappresentano il più interessante e sistematico lavoro d’insieme sull’area e si fondavano sulla sua particolare preparazione di naturalistica. Gunther era conoscitore del mare e dei suoi organismi ed approdò quasi per caso a quel particolare habitat marino che sono le strutture  antiche sommerse.
Incurisito dalle particolarissime vicende che la costa del golfo di Napoli ha subito per effetto dei fenomeni bradisismici si era dedicato a nuovi studi che combinavano insieme mareografia, vulcanologia e geologia. I suoi rilievi, le sue piante, le sue descrizioni accurate restano tuttora la base di ogni ricerca topografica della zona.

Il suo maggiore e più noto lavoro  fu il riconoscimento della villa di Vedio Pollione e l’identificazione della funzione di molte strutture  soprattutto  le peschiere  e l’identificazione di mole strutture sommerse come basamenti di templi, sacelli e padiglioni in mezzo al mare.

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COSA VEDERE

- Parco sommerso della Gaiola

- Grotta di Seiano

- Villa Pausilipon

 

 

 

 

 

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